Designer d'interni o architetto? Differenze, ruoli e quando coinvolgerli nel progetto casa
- giuliafilippi

- 4 giorni fa
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Aggiornamento: 4 giorni fa

Capire la differenza tra interior designer e architetto è fondamentale quando si ristruttura casa.
Non si tratta di scegliere chi è “meglio”, ma di capire chi serve, quando e per cosa, per evitare sprechi, sovrapposizioni e ripensamenti a lavori iniziati.
→ 🔗 Approfondisci anche: [ Cosa fa un interior designer e quando serve davvero ]
Una delle domande che torna più spesso è questa:
Ha senso pagare un designer d’interni se l’architetto segue già pratiche e progetto?
La risposta non è né sì né no in assoluto.
Dipende da come viene gestito il progetto e da quando vengono prese le decisioni giuste.
Designer d’interni e architetto: competenze e ruoli a confronto
(è una questione di competenze)
Partiamo da una distinzione semplice, ma fondamentale.
L’architetto è un professionista abilitato e iscritto all’Ordine.
Ha il potere legale sul costruito e si occupa di:
pratiche edilizie
modifiche strutturali
direzione lavori
responsabilità normative e di sicurezza
Il designer d’interni, invece, lavora su un altro livello del progetto:
✦ progetta come gli spazi vengono vissuti
✦ definisce layout, ergonomia e flussi quotidiani
✦ studia arredi, luci, materiali e colori
✦ aiuta a spendere meglio il budget, non semplicemente a spenderlo
→ Uno garantisce che la casa stia in piedi ed è a norma
→ l’altro fa in modo che la casa funzioni davvero nella vita di tutti i giorni
Sono competenze diverse.
Ed è proprio per questo che sono complementari.

Dove nasce il problema
(e perché spesso si spende più del previsto)
Il problema non è pagare due professionisti.
Il problema è pagare due volte la stessa parte di progetto.
Succede quando:
✦ non è chiaro chi guida il progetto degli interni
✦ layout e distribuzioni vengono pensati da più persone
✦ le decisioni sull’uso degli spazi arrivano troppo tardi
Il risultato, nella pratica?
prese da spostare
luci da rifare
arredi che non funzionano
varianti in cantiere
budget che esplode negli ultimi dettagli
Ed è qui che spesso si pensa, a posteriori, che il designer d’interni fosse “un extra”.
In realtà, è mancato all’inizio.
Quando coinvolgere interior designer e architetto nel progetto
Nella maggior parte delle ristrutturazioni “normali”, la sequenza più intelligente è questa:
La fase concettuale deve arrivare prima di quella tecnica.
1. Designer d’interni – fase concettuale
Qui si chiarisce:
come vivi la casa
cosa usi davvero
quali sono le priorità
che budget ha senso avere
2. Architetto – fase tecnica
Quel progetto viene tradotto in:
norme
pratiche
soluzioni edilizie realizzabili
responsabilità firmate
Così:
→ il progetto non viene rifatto
→ i muri non cambiano a metà
→ le varianti inutili si evitano
Esistono ristrutturazioni senza architetto?
Sì.
E sono molte più di quanto si pensi.
Quando:
non si toccano strutture
non si modificano volumi
non servono pratiche complesse
In casi come bagni, cucine, riorganizzazione degli spazi o case da “far funzionare meglio”,
il designer d’interni è spesso la figura più adatta a guidare il progetto.
→ 🔗 Se ti stai facendo questa domanda, trovi una risposta chiara anche nelle FAQ:
Al contrario, quando entrano in gioco strutture, ampliamenti o pratiche edilizie importanti,
l’architetto è indispensabile.
Senza discussioni.
Una precisazione importante (che tranquillizza molti)
Scegliere di partire con un designer d’interni
non significa escludere a priori altre figure tecniche.
Anzi.
Un buon progetto dovrebbe iniziare il prima possibile,
idealmente già in fase di accettazione della proposta d’acquisto,
non dopo il rogito, quando molte decisioni sono ormai vincolate.
Se durante la progettazione emergono:
cambi di idea
necessità strutturali
modifiche che richiedono pratiche edilizie
è sempre possibile — e doveroso — coinvolgere la figura tecnica adeguata,
che sia un architetto o un geometra, in base al tipo di intervento.
Il punto non è chi coinvolgere,
ma quando e per cosa.
Un designer d’interni serio:
non sostituisce ruoli che non gli competono
ma sa quando è il momento giusto di chiamarli
evitando errori, ritardi e costi inutili

La verità finale (onesta)
Pagare solo un designer d’interni conviene quando non ci sono opere strutturali
Pagare solo un architetto conviene se fa solo ciò che gli compete
Pagare entrambi conviene quando i ruoli sono chiari
Non è una questione di titoli.
È una questione di competenza giusta, al momento giusto.
Se stai ristrutturando — o stai pensando di farlo —
capire questo prima può evitarti errori molto costosi.
A presto,




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