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Designer d'interni o architetto? Differenze, ruoli e quando coinvolgerli nel progetto casa

Aggiornamento: 4 giorni fa

Differenza tra interior designer e architetto nel progetto casa: due professionisti al lavoro su aspetti diversi della progettazione d’interni.
Interior designer e architetto hanno ruoli diversi nel progetto casa: capire chi fa cosa (e quando coinvolgerli) è fondamentale per evitare sovrapposizioni, sprechi e ripensamenti in corso d’opera.

Capire la differenza tra interior designer e architetto è fondamentale quando si ristruttura casa.

Non si tratta di scegliere chi è “meglio”, ma di capire chi serve, quando e per cosa, per evitare sprechi, sovrapposizioni e ripensamenti a lavori iniziati.


Una delle domande che torna più spesso è questa:


Ha senso pagare un designer d’interni se l’architetto segue già pratiche e progetto?


La risposta non è né sì né no in assoluto.

Dipende da come viene gestito il progetto e da quando vengono prese le decisioni giuste.




Designer d’interni e architetto: competenze e ruoli a confronto


(è una questione di competenze)


Partiamo da una distinzione semplice, ma fondamentale.


L’architetto è un professionista abilitato e iscritto all’Ordine.

Ha il potere legale sul costruito e si occupa di:

  • pratiche edilizie

  • modifiche strutturali

  • direzione lavori

  • responsabilità normative e di sicurezza



Il designer d’interni, invece, lavora su un altro livello del progetto:

✦ progetta come gli spazi vengono vissuti

✦ definisce layout, ergonomia e flussi quotidiani

✦ studia arredi, luci, materiali e colori

✦ aiuta a spendere meglio il budget, non semplicemente a spenderlo



Uno garantisce che la casa stia in piedi ed è a norma

l’altro fa in modo che la casa funzioni davvero nella vita di tutti i giorni



Sono competenze diverse.

Ed è proprio per questo che sono complementari.


Interior designer e architetto lavorano su fasi diverse del progetto casa, con approcci e competenze differenti.
Il problema non è scegliere l’interior designer o l’architetto, ma capire quando serve ciascuno. Spesso si spende di più non perché ci sono due professionisti, ma perché si paga due volte la stessa fase di progetto.



Dove nasce il problema


(e perché spesso si spende più del previsto)


Il problema non è pagare due professionisti.

Il problema è pagare due volte la stessa parte di progetto.


Succede quando:

✦ non è chiaro chi guida il progetto degli interni

✦ layout e distribuzioni vengono pensati da più persone

✦ le decisioni sull’uso degli spazi arrivano troppo tardi



Il risultato, nella pratica?

  • prese da spostare

  • luci da rifare

  • arredi che non funzionano

  • varianti in cantiere

  • budget che esplode negli ultimi dettagli



Ed è qui che spesso si pensa, a posteriori, che il designer d’interni fosse “un extra”.


In realtà, è mancato all’inizio.




Quando coinvolgere interior designer e architetto nel progetto



Nella maggior parte delle ristrutturazioni “normali”, la sequenza più intelligente è questa:

La fase concettuale deve arrivare prima di quella tecnica.


1. Designer d’interni – fase concettuale

Qui si chiarisce:

  • come vivi la casa

  • cosa usi davvero

  • quali sono le priorità

  • che budget ha senso avere




2. Architetto – fase tecnica

Quel progetto viene tradotto in:

  • norme

  • pratiche

  • soluzioni edilizie realizzabili

  • responsabilità firmate



Così:

il progetto non viene rifatto

i muri non cambiano a metà

le varianti inutili si evitano





Esistono ristrutturazioni senza architetto?


Sì.

E sono molte più di quanto si pensi.


Quando:

  • non si toccano strutture

  • non si modificano volumi

  • non servono pratiche complesse



In casi come bagni, cucine, riorganizzazione degli spazi o case da “far funzionare meglio”,

il designer d’interni è spesso la figura più adatta a guidare il progetto.

🔗 Se ti stai facendo questa domanda, trovi una risposta chiara anche nelle FAQ:


Al contrario, quando entrano in gioco strutture, ampliamenti o pratiche edilizie importanti,

l’architetto è indispensabile.

Senza discussioni.




Una precisazione importante (che tranquillizza molti)


Scegliere di partire con un designer d’interni

non significa escludere a priori altre figure tecniche.


Anzi.


Un buon progetto dovrebbe iniziare il prima possibile,

idealmente già in fase di accettazione della proposta d’acquisto,

non dopo il rogito, quando molte decisioni sono ormai vincolate.


Se durante la progettazione emergono:

  • cambi di idea

  • necessità strutturali

  • modifiche che richiedono pratiche edilizie



è sempre possibile — e doveroso — coinvolgere la figura tecnica adeguata,

che sia un architetto o un geometra, in base al tipo di intervento.


Il punto non è chi coinvolgere,

ma quando e per cosa.


Un designer d’interni serio:

  • non sostituisce ruoli che non gli competono

  • ma sa quando è il momento giusto di chiamarli

  • evitando errori, ritardi e costi inutili



Collaborazione tra interior designer e architetto nel progetto di una casa, con ruoli distinti e coordinati.
Quando ruoli e competenze sono chiari, interior designer e architetto collaborano in modo efficace: il progetto scorre meglio, le decisioni sono più consapevoli e il risultato finale è più coerente.



La verità finale (onesta)



  • Pagare solo un designer d’interni conviene quando non ci sono opere strutturali

  • Pagare solo un architetto conviene se fa solo ciò che gli compete

  • Pagare entrambi conviene quando i ruoli sono chiari



Non è una questione di titoli.

È una questione di competenza giusta, al momento giusto.




Se stai ristrutturando — o stai pensando di farlo —

capire questo prima può evitarti errori molto costosi.


A presto,

Giulia


 
 
 

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